fbpx

RICHIESTO AL MINISTRO DEI BENI CULTURALI L’ANNULLAMENTO PER LA VARIANTE URBANISTICA DEL “MERCATO DELLE ERBE”

Presentatto da “60100” e “M5S” richiesta di annullamento al Ministro dei Beni Culturali, della Variante al PRG del Mercato delle Erbe

condividi se ti piace!

Come consiglieri comunali (Tombolini – 60100 e Diomedi – M5S) abbiamo richiesto al Ministro dei Beni Culturali l’annullamento dell’Atto consigliare

La delibera approvata dal Consiglio Comunale introduce la “RISTRUTTURAZIONE” per consentire l’ AMPLIAMENTO di oltre 500 mq.

IL PRG prevedeva, prima della modifica urbanistica, il “RESTAURO”.

La Variante è stata approvata nonostante la Soprintendenza  Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Marche” con nota prot. n.13128/2017 del 26.07.2017  avesse indicato ammissibili per l’edificio,  interventi di “RESTAURO e RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE” .

Va rimarcato che l’ampliamento voluto dalla Giunta con la realizzazione di un soppalco nuovo di mq 500 circa, costituisce intervento di RISTRUTTURAZIONE che non è previsto dall’Ordinamento su edifici “beni culturali” e quindi intervento non ammissibile.  Il parere della SOPRINTENDENZA,  è stato “allegramente” interpretato   dall’Amministrazione comunale come parere di “assenso”  e non come sollecitazione alla modifica delle previsioni progettuali della “variante”.

foto di Franco Mazzetti – Photofrankie57

Il D.LGS 42/2004 precisa all’art.29 gli interventi ammissibili su edifici monumentali, che come chiarito dal testo “Diritto Urbanistico” di Aldo ed Elisabetta Fiale XV edizione Simone editore a pagina 777 art 29 C.U. che il restauro serve non a conservare il bene culturale come è pervenuto a noi dall’epoca, “ma per riportarlo al momento storico nel quale esso può dirsi <<compiuto>> sulla base dei dati archivistici e storici. Il restauro è volto quindi a far rinvenire valori culturali propri degli immobili interessati in modo da proteggerli e consentire la loro trasmissione attraverso le generazioni”.

Anche il DPR 380/’01 all’art 3 comma 2 , collega indissolubilmente Restauro con un “bene culturale”, senza ammettere altri interventi che non sono congrui e compatibili con un bene culturale.

I rischi che si configurano sono relativi alla deturpazione del bene monumentale  e al danno che l’attività di collaborazione del Comune di Ancona con soggetti privati, compiuta in difformità alle previsioni di legge,  esponga la Città a rivalse economiche, dovute ad una illecita prospettazione delle possibilità di valorizzazione commerciale del “Mercato”.

Archivi

shares
error: Content is protected !!